Ministero di Cappellania Internationale

PERCORSI DIDATTICI

Percorsi Didattici per le Scuole di Cappellania

Il proposito dello Studio della Comunità, è coprire tutti gli aspetti della vita sociale e personale di ogni essere umano, mettendo in pratica i principi della Bibbia, stabiliti da Dio, prendendo quattro aree o livelli fondamentali: spirituale, ministeriale, professionale e sociale.
Un Cappellano, è un ministro che ha ricevuto una chiamata dal Signore Gesù Cristo, per serviré la società o una comunità, attraverso il ministero, che può avere diverse funzioni: di consiglio, di riconciliazione, di prevenzione, di sostegno spirituale, guida, insegnamento, riabilitazione, amministrazione, assistenza, socializzazione, celebrazione di atti religiosi, provvedere ad aiutare economicamente o in ambito sanitario ecc.; così come indicato nella Bibbia e come Gesù Cristo stesso fece personalmente.
Percorsi didattici per le scuole di cappellani:
CHI E’ IL CAPPELLANO?
TRADIZIONE STORICA
ALCUNE TIPOLOGIE DI CAPPELLANO
LE TEOLOGIE NELLA PASTORALE
BENEFICI DELLA PROFESSIONE DI CAPPELLANO
DIGNITA’ E MINISTERO PASTORALE
ETICA E BIOETICA VALORE DEL CONSIGLIO
MISSIONE DEL CAPPELLANO NEL KERIGMA E DIDAKE
A.COME FUNZIONA LA PROFESSIONE DI CAPPELLANO NELLA COMUNITA
STORICA E CRISTIANA ECCLESIASTICA

PERCORSI DIDATTICI
Introduzione: Introducendo questo tema vorrei sottolineare sin d’ora che il ministero didattico è il ministero di base della chiesa per le seguenti ragioni: 1.Gesù era un maestro. La Sua missione principale fu l’insegnamento. L’insegnamento fu l’opera più trascendentale della sua missione terrena, senza tenere conto in questo caso della sua opera di redenzione.
I malati che guarì morirono, i morti che resuscitò morirono nuovamente, ecc. Il frutto che fu perpetuato dei suoi tre anni di ministero terreno fu l’insegnamento impartito ai suoi dodici discepoli. “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24:35). Egli insegnava principalmente ai suoi discepoli. Quando terminò di comunicare loro la rivelazione del Padre e della Sua volontà attraverso le Sue parole, in Giovanni 17 pregò così
“Io ti ho glorificato in terra; ho terminato l’opera che mi desti da compiere … perché le parole che tu mi desti io le ho date a loro; ed essi le ricevettero, e hanno riconosciuto veramente che provengo da te; e hanno creduto che tu mi hai inviato” (vs. 4-8).
Anticamente, qualcuno era qualificato come un buon maestro non per la sua eloquenza, ma per la sua abilità nel formare i discepoli. Gesù venne per insegnare la volontà del Padre.
I destinatari dei suoi insegnamenti non erano solo i discepoli, ma tutto il popolo, tutti gli uomini della sua generazione e delle generazioni successive.
Ma egli sapeva che per raggiungere effettivamente tutti non era una questione di parlare alla moltitudine, ma concentrarsi su pochi (I Dodici), e trasmettere loro in forma chiara e completa, intensa ed efficiente, tutto l’insegnamento, perché essi a loro volta insegnassero agli altri.
2.Il ministero della chiesa è la continuazione della missione di Gesù. Pertanto il suo ministero di base ed il principale è l’insegnamento, ma l’insegnamento vecchio stile, che equivale a formare discepoli e non tenere solamente discorsi davanti ad un auditorio. Oggi, le chiese in generale, hanno inteso che il loro compito principale è tenere riunioni. È certo che nelle riunioni si danno degli insegnamenti. Senza dubbio, nella maggior parte dei casi, è uno stile poco efficace tenere discorsi davanti all’auditorio, e con questo sistema, gli assistenti diventano ascoltatori che si dimenticano della parola. In questi tempi di rinnovamento, la chiesa è in revisione e alla ricerca di percorsi più efficaci per portare a termine la missione. Ci sono stati tentativi di fare qualcosa di nuovo e c’è stato un certo progresso, ma le nostre abitudini e tradizioni di riunione ci legano e ci impediscono di decollare. Siamo coscienti del fatto che è nelle riunioni pubbliche dove diamo la massima espressione al nostro ministero pastorale; che un buon pastore è anzitutto un buon predicatore, che è la riunione il luogo più eccellente per evangelizzare, insegnare ed edificare la chiesa. Tutto questo ha portato a centralizzare troppo il nostro ministero nel pulpito. Negli ultimi anni si è discusso molto del discepolato e dei cambiamenti, ma dobbiamo riconoscere che in generale siamo più avanzati a livello di pensiero che di opere.
3.Per molti anni abbiamo compiuto l’opera senza aver compreso il proposito eterno di Dio (avere una familia di molti figli somiglianti a Gesù); credevamo quindi che la funzione principale della chiesa fosse l’evangelizzazione. Salvare le anime era un grande fine, ed il ministero pastorale puntava a mantenere i credenti nella fede affinché essi arrivino al cielo. Oggi capiamo che l’evangelizzazione è il principio di un grande compito della chiesa; che l’obiettivo è edificare ogni convertito perché arrivi ad essere come Gesù (Col. 1:28). Tutti i ministeri si coordinano al fine di perfezionare i santi per opera del ministero, per l’edificazione del Corpo di Cristo (Ef. 4:11-16). L’elemento basico per questa edificazione è l’insegnamento della parola.
4.Consideriamo alcuni termini biblici che hanno a che fare con l’importanza capitale per definire l’attività del cristianesimo primitivo, specialmente il ministero della chiesa. Anche se in questo studio abbiamo trattato separatamente il kerigma e la didakè, senza dubbio nella pratica sono sempre uniti ed in relazione l’un l’altra. Prima il keriga e poi la didaké.
Esempio biblico di questa relazione: Pietro nella Pentecoste: Atti 2:22-36 (kerigma) Atti 2:38 (didaké)

Studente

social network

error: Content is protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi