Ministero di Cappellania Internationale

CONTESTO EDUCATIVO

Il contesto educativo didattico della chiesa

La didattica di laboratorio si propone di superare lo schema di insegnamento classico, fondato sulla triade spiegazione del docente – studio individuale a casa – interrogazione di verifica, per una metodologia che ponga al centro lo studente quale protagonista della propria formazione.
In quest’ottica la funzione del docente non è più quella di detenere-trasmettere la conoscenza ma quella di lavorare alla progettazione e alla facilitazione della ricerca che impegna lo studente.
Conseguentemente l’attenzione non ricade più tanto o soprattutto sull’acquisizione di contenuti quanto sul raggiungimento di competenze che consentano autonomia di indagine e di interpretazione sugli eventi del passato e capacità di orientamento nel presente.
Fara storia in Laboratorio richiede tempo e pertanto presuppone l’abbandono di una concezione “generalista” della disciplina (quella in base alla quale si procede dal passato remoto al presente senza tralasciare alcun argomento) per privilegiare un’organizzazione tematica  e diacrónica rispetto a quella tradicionalmente cronologica che ha costituito la base della formazione degli insegnanti. Di conseguenza sollecita il docente:
A selezionare autonomamente, all’interno dei contenuti della disciplina, quelli che ritiene realmente significativi per la sua classe.
A preparare percorsi didattici che, a partire dai contenuti selezionati, consentano agli studenti di acquisire competenze ed esperienze in ambito storiografico.
A progettare un curricolo verticale che, all’interno del corso di studi, consenta di graduare l’acquisizione delle abilità e insieme fornisca un quadro significativo degli eventi storici del passato. Naturalmente si tratta di un lavoro complesso che ridisegna competenze e conoscenze degli insegnanti, stili di lavoro, sistemi di valutazione ed è evidente che non ci si può aspettare che una simile trasformazione si verifichi a tempi brevi o che la pratica di laboratorio debba diventare l’unica modalità di approccio alla disciplina; tuttavia può essere utile iniziare a riflettere e a sperimentare in questa direzione, soprattutto per rispondere all’esigenza di innovazione che la crescente disaffezione degli studenti verso la disciplina mette in primo piano come manifestazione di bisogni formativi spesso inconsapevoli e come problema da risolvere.

COME SI COSTRUISCE UN LABORATORIO

formazione

Se certamente il laboratorio è un modo di intendere la l’insegnamento della disciplina, tuttavia deve anche necessariamente essere un luogo fisico attrezzato che consenta la reale attuazione di questo tipo di didattica. Ciò è vero non solo perchè già il fatto di abbandonare il consueto spazio-classe ha di per sè un effetto motivante sugli studenti ma anche, e soprattutto, perchè un lavoro di ricerca attiva e di confronto richiede un ambiente ampio e con un’organizzazione interna diversa e più varia di quella che può offrire l’aula tradizionale.
Per progettare efficacemente un Laboratorio di storia è necessario affrontare 2 ambiti: gli strumenti necessari.
Si sa che l’arte di arrangiarsi nella scuola regna sovrana e che, di fatto, spesso ci si trova a fare i conti con penuria di mezzi e di strutture, tuttavia, dovendo disegnare il Laboratorio “ideale”, presenteremo, di seguito, un elenco di strumenti ottimale, ben sapendo come, nella pratica didattica, si dovrà spesso fare a meno  di alcuni di essi. Tuttavia il progetto di Laboratorio può avere anche un ampio respiro, nel senso che, di anno in anno e di bilancio in bilancio, si punterà a potenziarne le attrezzature, modellandole anche sulle esigenze concrete che, man mano che si sperimenta l’uso concreto del Laboratorio stesso, emergeranno e che si tareranno sulle metodologie e sui bisogni dei singoli docenti e dei progetti da loro creati ed attuati con gli studenti.
L’ambiente: il Laboratorio deve essere posto in un locale ampio che consenta a diversi gruppi di lavorare senza interferenze reciproche e con grandi pareti bianche per appendere carte, immagini e foto, cartelloni ecc.
L’arredamento: sono necessari tavolini che possano essere facilmente spostati e adattati ai diversi setting che le varie fasi del lavoro richiederanno (lavoro di gruppi, preparazione di cartelloni, brainstorming, lezioni frontali di docenti e studenti, ecc.). Sono inoltre necessari armadi e scaffali per contenere i materiali e i lavori (sia in corso sia conclusi). Devono infine trovar posto un paio di lavagne e un cavalletto per fogli grandi, pannelli murali per cartelloni e immagini, carte geografiche.
Le attrezzature: a parte gli articoli di cancelleria (fogli, matite, pennarelli, cartelloni, lucidi ecc) sono indispensabili:
* almeno un paio di computer dotati di lettore di CD-rom, e una connessione internet
* uno scanner
* un videoproiettore digitale
* una fotocopiatrice
* un televisore con videoregistratore
* una lavagna luminosa
* un impianto stereo

Il materiali necessari

Archivi e repertori: le risorse sul territorio: il problema dell’uso degli archivi presenta molteplici aspetti. Infatti, per un laboratorio di storia sarà necessario tanto avere una mappa delle risorse archivistiche presenti sul territorio quanto individuare sistemi efficaci per la gestione del proprio archivio e regole per la classificazione del materiale in esso presente.
Materiali didattici: uno dei punti di forza della creazione di un Laboratorio di storia risiede nella possibilità di socializzare i risultati del lavoro  dei docenti e delle loro classi,uscendo dall’atomizzazione che di solito impone la coazione a ripetere percorsi ed esperienze che già altri hanno sperimentato senza poter godere delle loro acquisizioni e dei loro risultati  o proporre i propri per ulteriori verifiche. Il Laboratorio infatti  non solo facilita la collaborazione tra docenti per la progettazione e la realizzazione dei percorsi  ma funziona anche come archivio dei prodotti e dei relativi processi didattici, mettendo a disposizione una banca dati in perenne crescita da cui attingere spunti, percorsi, materiali e in cui conservare i propri lavori, per riprenderli, modificarli continuarli negli anni successivi e per metterli a disposizione dei propri colleghi.
Bibliografie libri di teologia  ecc.: è bene che un Laboratorio si attrezzi progressivamente con una serie di sussidi che possono ritornare utili in diverse occasioni e per diversi percorsi: bibliografie, riformatori , periodizzazioni e cronologie saranno quindi strumenti da reperire e da conservare sia come testimonianza del processo di ricerca e di preparazione del lavoro sia come strumenti già pronti per ulteriori ricerche.

Studente

social network

error: Content is protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi