Ministero di Cappellania Internationale

CHI SIAMO – FEDE E DOTTRINA

La dottrina della Chiesa che è in conformità con quella generalmente accettata dalla Chiesa casa di preghiera-casa de oracion è quella che si trova nella Confessione di Fede.

 

1. DELLE SCRITTURE
Noi crediamo:
Che la Sacra Bibbia, come era scritta in origine, è stata verbalmente ispirata e prodotta da un uomo controllato dallo Spirito, e quindi è la verità senza mescolanza di errori per quel che le concerne.
Che essa è il reale centro dell’unione Cristiana e la sola regola infallibile per la condotta, il credo e le opinioni dell’uomo (seconda lettera a Timoteo 3:16,17; seconda lettera di Pietro 1:19-21)

2. DEL VERO DIO
Noi crediamo:
Che ci sia un solo Vero Dio vivente, infinito in ogni eccellenza.
L’unità della Trinità – che ci sono tre persone distinte- Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo- comunque una sola sostanza e uguali in ogni divina perfezione (Esodo 20:2,4; Prima lettera ai Corinzi 8:6; prima lettera di Giovanni 5:7)
Nell’assoluta Divinità del Figlio, il Signore Gesù Cristo; che Egli era divino come nessun altro uomo può essere, essendo vero Dio, esistente dall’eternità, uguale al Padre e allo Spirito Santo; che non ha mai cessato di essere Dio, e che la Sua umiliazione non consiste nell’aver messo da parte la Sua divinità.
Che come uomo Egli è stato generato dallo Spirito Santo e nato dalla Vergine Maria (Vangelo secondo Giovanni 1:1,2; prima lettera di Giovanni 5:20; Vangelo secondo Matteo 1:20; Vangelo secondo Luca 1:26-38)
Che lo Spirito Santo è una persona Divina , uguale al Padre e al Figlio, della stessa sostanza e natura.
Che Egli condanna il peccato, nella Sua giustizia e giudizio, testimonia la Verità ed è il fautore della nuova nascita.
Che Egli sigilla, induce, guida, insegna, testimonia, santifica ed aiuta il credente dimorando in ogni vero figlio di Dio.
Che Egli elargisce doni per l’edificazione del corpo di Cristo (prima lettera ai Corinzi 12; seconda lettera ai Corinzi 13:14; Vangelo secondo Giovanni 14:10,17 lettera ai Romani 8:14-27)

3. DEL DIAVOLO O SATANA
Noi crediamo:
Nella personalità di Satana
Che egli è l’empio dio della sue era, autore di tutti i poteri dell’oscurità e del peccato
Che egli è destinato dal giudizio della giustizia eterna allo stagno di fuoco (Vangelo secondo Matteo 4:1-3; seconda lettera ai Corinzi 4:4; Apocalisse 20:10)

4. DELLA CREAZIONE
Noi crediamo che Dio ha creato i cieli e la terra, con tutte le sue forme di vita “ ciascuna secondo la propria specie” da un atto diretto e non da un processo evolutivo (Genesi 1,2; lettera ai Colossesi 1 16,17; Vangelo secondo Giovanni 1:3)5. DELLA CADUTA DELL’UOMO
Noi crediamo:
Che l’uomo, nella persona di Adamo, è stato creato nell’innocenza ma per volontaria trasgressione, è caduto nel peccato, gettando l’intera razza nella condanna e nella morte.
Che ora (a causa di quanto sopra) tutto il genere umano è nato nel peccato e formato nell’iniquità e diventa un peccatore volontario con la prima espressione della volontà personale, quindi senza scuse di fronte a Dio (Genesi 3; Lettera ai Romani 5:10-19)

6. DELLA REDENZIONE DAL PECCATO
Noi crediamo:
Che l’unica via di salvezza dalla condanna del peccato è attraverso la redenzione modellata da Gesù Cristo, quando Egli volontariamente prese un corpo e una natura umani, anche se senza peccato e con la Sua sofferenza, morte e Resurrezione ha dato piena soddisfazione alla giustizia di Dio per i peccati dell’uomo.
Che le benedizioni della Sua salvezza sono date sulla terra per grazia a chiunque crede e confessa e che è compito immediato di tutti accettare queste offerte di misericordia (Vangelo secondo Giovanni 1:1-3, 14; 3:1-7; lettera agli Ebrei 10:4-14; Atti degli Apostoli 16:30-33)

7. DELLA SALVEZZA ATTRAVERSO LA GRAZIA
Noi crediamo:
Che la Fede nella missione compiuta dal Signore Gesù Cristo è la sola condizione di salvezza dal peccato
La salvezza viene interamente dalla Grazia, e che nessuna azione, per quanto buona, fa la salvezza più sicura (Atti degli Apostoli 16:13; lettera agli Efesini 8:9; Lettera a Timoteo 3:5-7; lettera ai Romani 10:9-13)
Che tutti coloro che accolgono Cristo come loro Salvatore sono nati dall’alto ed eternamente salvi in Cristo (Vangelo secondo Giovanni 10:28-29; lettera ai Romani 8:35-39; lettera ai Filippesi 1:6)

8. DELLA CHIESA
Che la Chiesa universale è un’istituzione del Nuovo Testamento, sconosciuta ai Profeti del Vecchio Testamento, stabilita da Gesù Cristo che ne è il Capo, rivelata attraverso i Santi Apostoli, rafforzati e perpetuati dallo Spirito Santo, il Suo “corpo” per servire e la sua “Sposa” per la Gloria.
Che la Chiesa iniziò con i Santi del Nuovo Testamento e verrà completata alla venuta di Cristo nel Rapimento (Vangelo secondo Matteo 16:18; Atti degli Apostoli 1:8, 2:1-13, 41-47, 15:14; lettera ai Romani 16:26; prima lettera ai Corinzi 12:12-28; lettera agli Efesini1:22,23, 3:21, 5:23…; prima lettera ai Tessalonicesi 4:15-18)
Che la Chiesa universale si manifesta attraverso quella locale, che è una congregazione di credenti battezzati, associati dal testamento della fede e dalla comunità del Vangelo; osservando le ordinanze di Cristo, governati dalla Sua Legge; esercitando i doni, i diritti ed i privilegi conferiti da essa nella Sua parola.
Che i suoi agenti sono i Pastori ed i Diaconi/a
Che ha assoluto diritto di autogoverno guidato dallo Spirito Santo, di cui è responsabile Cristo.
Che nelle questioni di politica della comunità, governo disciplina e benevolenza la volontà della Chiesa locale è definitiva. (Vangelo secondo Matteo 18:15-17, prima lettera a Timoteo 3:1-15; prima lettera ai Corinzi 1:2; 6:4,5; 7:17; 11:16)

9. DEI RITI
Noi crediamo che ci siamo due riti: il Battesimo e L’Eucaristia-(cena del signore)

– Battesimo
È l’immersione nell’acqua di un credente ed è propriamente chiamata il “Battesimo dei credenti”. Stabilisce in maniera meravigliosa e solenne, la nostra fede- un simbolo che siamo crocifissi, sepolti e risorti con il nostro Salvatore, con gli effetti di quella fede nella nostra vita, in quanto produce la morte al peccato e la resurrezione a nuova vita. Il Battesimo è un prerequisito per i privilegi dell’appartenenza alla comunità della Chiesa.

– L’Eucaristia (cena del signore)
È la commemorazione della morte del nostro Signore, fino a che Egli non verrà, e la nostra continua comunione con Lui, e deve essere predicata attraverso il Battesimo e sempre attraverso una profonda analisi interiore (Atti degli Apostoli 8:36-39; lettera ai Romani 6:3-5; prima lettera ai Corinzi 11:23-32).

10. DEI GIUSTI E DEI PECCATORI
Noi crediamo:
Che ci sia una differenza radicale ed essenziale fra i giusti e i peccatori.
Che tutti coloro che attraverso la fede sono giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo, e santificati dallo Spirito di Dio sono considerati veramente giusti da Dio; mentre tutti coloro che continuano nell’impenitenza e a non credere sono ai Suoi occhi dei peccatori, e sono maledetti. Questa distinzione si verifica nella vita degli uomini e dopo la morte, nell’eterna coscienza della gioia dei salvati e nella dannazione eterna dei perduti (Malachia 3:18; lettera ai Romani 6:17-23; Vangelo secondo Matteo 25:34-41; Vangelo secondo Luca 6:25; Vangelo secondo Giovanni 8:21)

11. DEL RITORNO DI CRISTO
Noi crediamo:
Che la fine del mondo sia vicina
Che l’ultimo giorno, Cristo scenderà dal Paradiso e risusciterà i morti dalla tomba
Che ci sarà una separazione, i non credenti verranno condannati alla punizione eterna, mentre i giusti avranno una gioia senza fine
Che questo giudizio sigillerà per sempre lo stato finale dell’uomo in Paradiso o all’inferno sui principi della giustizia di Dio (prima lettera ai Tessalonicesi 4:16,17; Vangelo secondo Luca 17:26-30; Apocalisse 20:1-6)

12. DELLA RESURREZIONE
Noi crediamo:
Nella resurrezione dei corpi dei morti
Che i credenti che riposano in Gesù, saranno innalzati dalla venuta di Cristo per la sua Chiesa e portati insieme con i santi viventi ad incontrare il Signore nei cieli.
Che i peccatori saranno portati al cospetto del Regno Millenario e staranno fisicamente al Grande Trono Bianco del Giudizio per ricevere il loro destino definitivo (Vangelo secondo Giovanni 5:21-30; prima lettera ai Tessalonicesi 4:16; Apocalisse 7:9-17; 20:11,15)

13. IMPEGNI PRATICI

– Esempio Spirituale
Noi dimostreremo il nostro impegno verso Cristo praticando le discipline spirituali. Dimostreremo il nostro impegno verso il corpo di Cristo con la lealtà verso Dio e l’impegno verso la sua chiesa. Dimostreremo il nostro impegno verso l’opera di Cristo operando come buoni amministratori.

– La pratica delle discipline spirituali
Le discipline spirituali coinvolgono pratiche quali la preghiera, la lode, il culto, la confessione di peccato, il digiuno, la meditazione e lo studio. Per mezzo della preghiera esprimiamo la nostra fiducia in Jahvè Dio, il datore di tutte le buone cose, e riconosciamo il nostro dipendere da lui per i bisogni nostri e per quelli degli altri (Mt 6:5-15; Lc 11:13; Giac 5:13-18). Per mezzo del culto privato e pubblico noi benediciamo Dio, abbiamo comunione con lui e c’è quotidianamente provveduto arricchimento spirituale e crescita nella grazia. Per mezzo di periodi di digiuno ci avviciniamo a DIO, meditiamo sulla passione di Cristo e ci autodiscipliniamo per sottometterci al controllo dello Spirito Santo in ogni area della nostra vita (Mt 6:16-18; 9:14-17; At 14:23). Per mezzo della confessione dei peccati a Dio siamo assicurati del perdono divino (1Gv 1:9-2:2). Il condividere la nostra confessione con altri credenti offre l’opportunità di richiedere preghiera e di portare i pesi gli uni degli altri (Gal 6:2; Giac 5:16). Per mezzo della meditazione e dello studio della Parola di Dio rafforziamo la nostra crescita spirituale e ci prepariamo ad aiutare altri nella guida e nell’istruzione delle verità scritturali (Gios 1:8; Sal 1:2; 2Tim 2:15,23-26).

– Lealtà a Dio e dedicazione alla Chiesa
La vita del discepolato cristiano richiede il compimento dei nostri doveri verso il corpo di Cristo. Dobbiamo riunirci regolarmente con altri membri della chiesa con lo scopo di magnificare e lodare Dio e per ascoltare la Parola (Mt 18:20; Gv 4:23; At 2:42,46,47; 12:24; Eb 10:25). La domenica è il giorno cristiano per il culto. Come giorno del Signore esso commemora la resurrezione di Cristo dai morti (Mt 28:1) e dovrebbe essere speso per l’adorazione, la comunione fraterna, il servizio cristiano, l’insegnamento, l’evangelizzazione e la proclamazione (Atti 20:7; Romani 14:5,6; 1Corinzi 16:2; Colossesi 2:16,17). Noi dobbiamo provvedere ai bisogni finanziari della chiesa col dare le decime (Mal 3:10; Mt 23:23) e le offerte (1Cor 16:2; 2Cor 8:1-24; 9:1-15). E’ nostro dovere rispettare e sottometterci a quelli prepostici nel Signore nella chiesa (1Ts 5:12-13; Eb 13:7,17). Il nostro esercizio dell’autorità deve essere come un esempio spirituale e non un signoreggiare sul gregge di Dio (Mt 20:25-28; 1Pt 5:1-3). Inoltre, la nostra sottomissione deve essere una manifestazione della grazia spirituale dell’umiltà (Ef 5:21; 1Pt 5:5,6). In ultimo, dobbiamo evitare l’affiliazione con società segrete. Queste possono apparire come aventi un carattere spirituale, ma, essendo segrete e fondate su un voto segreto, contraddicono la spiritualità cristiana (Gv 18:20; 2Cor 6:14-18). I credenti non devono appartenere a nessun corpo o società che richiede o pratica un patto che soprassiede o esclude la loro comunione fraterna in Cristo (Mt 12:47-49; Gv17:21-23).

– Essere buoni Amministratori
Nelle Scritture le virtù della parsimonia e della semplicità sono onorate, ma i vizi dello spreco e dell’ostentazione sono solennemente proibiti (Is 55:2; Mt 619-23). Una vita pia e sobria richiede l’uso frugale e saggio delle nostre benedizioni materiali, incluso il tempo, i talenti e il denaro. Come buoni amministratori dobbiamo usare bene il nostro tempo, sia per ricreazione sia per lavoro (Ef 5:16; Col 4:5) L’uso ozioso del tempo libero degrada (2Ts 3:6-13; 1Tim 5:13), ma l’uso edificante di esso apporta un rinnovamento interiore. Tutto il nostro lavoro o tempo libero dovrebbe onorare il nome di Dio (1Cor 10:31). Come buoni amministratori dobbiamo usare appieno i nostri doni spirituali (Rom 12:3-8; 1Cor 12:1-11,27-31; Ef 4:11-16; 1Pietro 4:9-11) e i talenti naturali (Mt 25:14-30) per la gloria di Dio. Come buoni amministratori dobbiamo riconoscere che l’uso saggio del denaro è una parte essenziale della vita economica del cristiano. DIO ci ha affidato benedizioni temporali (Mt 7:11; Giac 1:17).

14. PUREZZA MORALE
C’impegneremo in quelle attività che glorificano DIO nel nostro corpo e che impediscono il compimento dei desideri della carne. Leggeremo, guarderemo e ascolteremo quelle cose che sono di beneficio positivo per il nostro benessere spirituale.

– Glorificare Dio nel nostro corpo
Il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo e noi dobbiamo glorificare Dio nel nostro corpo (Rom 12:1,2; 1Cor 6:19,20; 10:31). Dobbiamo camminare nello Spirito e non adempiere i desideri della carne (Gal 5:16). Esempi di comportamento carnale che non glorificano Dio sono presenti in diversi passi scritturali (Rom 1:24; 1Cor 6:9,10; Gal 5:19-21; Apo 21:8). Pratiche peccaminose che sono preminenti e condannate in quei passi scritturali includono omosessualità, adulterio, attitudini mondane (come odio, invidia, gelosia), comunicazione corrotta (sparlare, scatti d’ira, parolacce), rubare, uccidere, ubriachezza e magia. Quest’ultima ha a che fare con le pratiche occulte, proibite da Dio, che portano al culto di Satana.

– Leggere Guardare e Ascoltare
La letteratura che leggiamo, i programmi che guardiamo e la musica che ascoltiamo influenzano profondamente il nostro modo di sentire, pensare e comportare. E’ imperativo, allora, che il cristiano legga, guardi e ascolti quelle cose che ispirano, istruiscono e sfidano per un modo migliore di vita. Perciò, la letteratura, i programmi e la musica che sono mondani nel contenuto o pornografici in natura devono essere evitati. Un cristiano non può guardare film o rappresentazioni teatrali di natura immorale (Rom 13:14; Filip 4:8).

– Beneficiare il bene spirituale
L’uso del tempo libero nella vita di un cristiano dovrebbe essere caratterizzato da quelle attività che edificano l’individuo e il corpo di Cristo (Rom 6:13; 1Cor 10:31,32). Dobbiamo evitare posti e pratiche che sono di questo mondo. Di conseguenza, un cristiano non deve essere parte di un intrattenimento che si richiama alla natura carnale e/o porta discredito alla testimonianza cristiana (2Cor 6:17; 1Ts 5:21,22; 1Gv 2:15-17).

15. INTEGRITA’ PERSONALE
Vivremo in un modo che ispira fiducia e confidenza, portando il frutto dello Spirito e cercando di manifestare il carattere di Cristo in tutto il nostro comportamento.

– Fiducia e confidenza
Un cristiano dovrebbe essere degno di fiducia, affidabile e di parola (Mt 5:37; 1Pt 2:11,12). Il giurare è contrario all’essere persona di fiducia e perciò da evitare (Mt 5:34-37; Giac 5:12). Cristo, per insegnamento ed esempio, insegnava ad amare i nostri nemici e a preferire nostro fratello (Mt 5:43-48; Rom 12:10; Filip 2:3; 1Gv 3:16). Dovremmo comportarci in un modo che mostri Cristo agli altri (Mt 5:16; 1Cor 11:1).

– Frutto dello Spirito
Se viviamo nello Spirito manifesteremo il frutto (attitudini e azioni) dello Spirito e non adempiremo i desideri della carne (Gal 5:16,22-25; 1Gv 1:7). Relazioni di fiducia con altri sono una manifestazione naturale della nostra positiva relazione con il Signore (Sal 1:1-3; Mt 22:37-40). Una mancanza di frutto nella nostra vita sarà giudicata (Mt 7:16-20; Lc 13:6-9; Gv 15:1-8).

– Il Carattere di Cristo
L’amore per gli altri è il segno della vita di Cristo (Gv 13:34,35; 15:9-13; 1Gv 4:7-11). Nella sua relazione con il Padre, Gesù mostrò sottomissione (Lc 22:42; Gv 4:34; 5:30). Nella sua relazione con gli altri, mostrò accettazione (Gv 8:11), compassione (Mt 9:36; Marco 6:34) e perdono (Mt 9:2; Lc 5:20). Non possiamo manifestare il frutto dello Spirito e manifestare il carattere di Cristo senza essere spiritualmente uniti a Cristo (Gv 15:4,5) e senza avere il seme della Parola seminato nel nostro cuore (Gv 15:3; 1Pt 1:22,23).

16. RESPONSABILITA’ FAMILIARI
Daremo priorità al compimento delle responsabilità familiari, alla preservazione della santità matrimoniale e al mantenimento dell’ordine divino nella casa.

– Priorità della Famiglia
La famiglia è l’unità base della relazione umana e come tale è fondamentale per la società e per la chiesa (Gen 2:18-24). L’origine divina della famiglia, con il suo carattere fondamentale, rende imperativo il nostro dare priorità al ministero della famiglia, sia da un punto di vista personale sia da un punto di vista corporativo. La pratica delle discipline cristiane e delle virtù dovrebbe cominciare a casa (Dt 6:6,7). Le nostre famiglie, perciò, dovrebbero stabilire alcuni modelli di devozione e dovrebbero cercare di provvedere un ambiente cristiano a casa (1Tim 3:3,4; 5:8).

– Santità del Matrimonio
Il matrimonio è ordinato da Dio ed è un’unione spirituale in cui un uomo e una donna sono uniti da Dio per vivere insieme come uno (Gen 2:24; Mc 10:7). A causa del carattere divino del matrimonio, esso è un impegno di tutta la vita con l’unica eccezione ad esso per fornicazione (Mt 5:32; 19:9). Il coinvolgimento sessuale, prima del matrimonio o con un altro che non sia il proprio partner, è strettamente proibito nella Scrittura (Es 20:14; 1Cor 6:15-18). Comprendendo la santità del matrimonio, i coniugi dovrebbero lottare per mantenere una relazione felice, armoniosa e santa. Dovesse il divorzio accadere, la chiesa dovrebbe essere veloce nel provvedere amore, comprensione e consiglio a quelli coinvolti. Il matrimonio di persone divorziate si dovrebbe fare solo dopo una completa comprensione e sottomissione alle istruzioni scritturali riguardanti l’argomento (Mt 19:7-9; Mc 10:2-12; Lc 16:18; Rom 7:2,3; 1Cor 7:2,10,11). Dovesse un cristiano decidere di rimanere singolo, tale decisione sarà rispettata e vista come una possibile alternativa spirituale (1Cor 7:8,32-34).

– L’Ordine divino della Casa
Quando Dio creò l’uomo, li creò maschio e femmina (Gen 1:27). Diede loro caratteristiche diverse (1Cor 11:14,15; 1Pt 3:7) e responsabilità diverse (Gen 3:16-19; 1Pt 3:1-7). Nell’ordine divino il marito è il capo di casa (Ef 5:22-31; Col 3:18,19), i genitori devono allevare e ammonire i loro figli (Ef 6:4; Col 3:21) e questi devono obbedire ed onorare i loro genitori (Es 20:12; Efesini 6:1-3; Col 3:20). Per far esistere l’armonia nella casa, l’ordine divino delle responsabilità va osservato.

17. TEMPERANZA
Praticheremo la temperanza nel comportamento, e ci asterremo da attività e attitudini che sono offensive per il nostro prossimo, e che portano alla tossicodipendenza e alla schiavitù.

– Temperanza
Una delle virtù cristiane è la temperanza o l’autocontrollo (1Cor 9:25; Tito 1:8;2:2). E’ elencata come frutto dello Spirito (Gal 5:23). Siamo ammoniti a praticare la moderazione e l’equilibrio nel nostro comportamento (Filip 4:5). La Scrittura indica che è nostra prerogativa controllare il nostro pensare (Filip 4:8), la nostra ira (Efesini 4:26) e il nostro parlare (Ef 4:29; Col 3:8). Esercitare l’autocontrollo riflette la potenza di Dio nella nostra vita (1Cor 9:27; 2Pt 1:5-11).

– Comportamento offensivo
La Bibbia parla in modo chiaro che dobbiamo essere sensibili ai bisogni e ai sentimenti altrui come dimostrazione del nostro amore per loro (Mt 22:39; Rom 12:9-21; 13:10; Filip 2:3-5). A volte è necessario che controlliamo il nostro comportamento per non offendere altri (Rom 14:13-21; 1Cor 8:9-13). Come conosciamo Cristo a causa dello Spirito, così dobbiamo conoscere gli altri alla stessa maniera per non giudicarli dalle apparenze soltanto (2Cor 5:16). Rispetto e tolleranza verso le differenze in altri dovrebbero caratterizzare le nostre relazioni (Rom 14:2,3; 1Cor 8:8; Ef 4:2; Col 3:13; 1Tim 4:1-5).

– Tossicodipendenza e schiavitù
Uno dei primi benefici della nostra libertà in Cristo è la libertà dal dominio di forze negative (Gv 8:32,36; Rom 6:14; 8:2). C’è sconsigliato di rimetterci sotto schiavitù (Gal 5:1). Perciò, un cristiano deve astenersi totalmente da ogni bevanda alcolica e da altre sostanze chimiche che alterano il proprio essere; deve astenersi dall’uso del tabacco in ogni sua forma e da tutte le sostanze che creano tossicodipendenza; inoltre, deve astenersi da ogni attività (tipo gioco o gozzoviglia) che rendono impuro il corpo quale tempio di Dio o che dominano e schiavizzano lo spirito, reso libero in Cristo (Prov 20:1; 23:20-35; Is 28:7; 1Cor 3:17; 5:11; 6:10; 2Cor 7:1; Giac 1:21).

18. MODESTIA
Noi dimostreremo il principio scritturale della modestia nell’esteriore e nel vestire che rafforzerà la nostra testimonianza cristiana ed eviterà orgoglio, elaboratezza o sensualità.

– Modestia
Stando all’idea biblica, la modestia è una grazia spirituale interiore che si ritira da ogni cosa sconveniente e impura, è castità di pensiero e condotta ed è libera da crudeltà e indecenza nel vestire e nel comportamento (Ef 4:25,29,31; 5:1-8; 1Tim 2:9,10). La modestia, perciò, riguarda il nostro esteriore, il vestire, il parlare e la condotta e si applica a tutte le situazioni. L’argomento essenziale è: il nostro stile di vita piace a Dio o gli dispiace?

– Esteriorità e vestire
La nostra vita, carattere e immagine sono riflessi nella nostra apparenza e modo di vestire. L’ammonizione scritturale: «Non conformatevi a questo mondo», ci ricorda che il nostro modo di vestire deve essere modesto e decente (Rom 12:2; 1Ts 5:22,23). Non dispiace a DIO il nostro vestirci bene o elegante. In ogni modo, dobbiamo ricercare bellezza spirituale che non viene da adornamenti esteriori (gioielli, vestiti costosi o cosmetici), ma dalle buone opere, da un parlare casto, dalla mitezza e da uno spirito quieto (Filip 4:8; 1Pt 3:3-5).

– Orgoglio, elaboratezza, sensualità
Come persone pie dobbiamo astenerci da tutte le concupiscenze della carne ed evitare il vestirsi in modo da incoraggiare pensieri, attitudini e uno stile di vita immorali (Gal 5:13-21; 1Pt 2:11; 2Pt 1:4). La nostra bellezza non dipende da vestiti elaborati, stravaganti, costosissimi o dall’uso di gioielleria e cosmetici, ma dalla nostra relazione con Cristo. L’adornamento esteriore, vestiti o gioielli, come dimostrazione esteriore di dignità personale è contrario ad un’attitudine spirituale (Giac 2:1-4).

19. OBBLIGAZIONI SOCIALI
Dovrebbe essere nostro obiettivo adempiere i nostri obblighi sociali con l’essere buoni cittadini, correggendo ingiustizie sociali e proteggendo la santità della vita.

– Essere buoni cittadini
Come cristiani siamo membri del regno di Dio come pure di un ordine sociale di questo mondo. L’obbedienza a Dio ci richiede di agire responsabilmente quali cittadini del nostro paese (Mc 12:13-17; Rom 13:1-7; 1Pt 2:13-17). Dovremmo, perciò, sostenere la legge e l’ordine civile, rispettare e pregare per i nostri responsabili, partecipare ad attività scolastiche, comunitarie e governative, esercitare il nostro diritto al voto e parlare chiaramente sugli argomenti morali. La legge di Dio è suprema, ma dobbiamo obbedienza alle leggi dello stato se non sono in conflitto con l’obbedienza a Dio (At 5:29). Quando diventa necessario essere in disaccordo con pratiche e requisiti governativi, dovremmo farlo per promuovere giustizia e non per compiacerci della discordia e della controversia.

– Correggere l’ingiustizia sociale
L’amore per gli altri e il riconoscimento di pari dignità per tutti davanti a Dio (At 10:34; 17:26) dovrebbero spingerci a fare passi per migliorare la situazione di quelli che sono emarginati, dimenticati, affamati, senza casa e vittimizzati da pregiudizio, persecuzione e oppressione (Mt 22:39; Rom 13:8-10; 1Gv 3:17). In tutte le nostre azioni dobbiamo essere sensibili ai bisogni umani (Lc 10:30-37; Giac 1:17) e prestare attenzione ad ogni discriminazione razziale ed economica. Ogni persona dovrebbe avere la libertà di culto e di partecipare alla vita della chiesa non importa la razza, il colore, il sesso, la classe sociale o la nazionalità.

– Proteggere la santità della vita
Dio solo dà vita (Gen 1:1-31), perciò, siamo responsabili verso Dio per la cura della nostra vita fisica e per quella degli altri. Se le circostanze lo richiedono, dobbiamo essere pronti a rischiare la nostra vita nel servizio per il nostro prossimo (Gv 15:13). La regola è che rispettiamo la nostra vita fisica e impieghiamo ogni mezzo degno per mantenerla. Dato che solo Dio conferisce la vita, Dio solo deve decidere quando va terminata (Sal 31:14,15). Poiché un feto umano è sacro e benedetto da Dio, crediamo di avere la responsabilità di proteggere la vita dei nascituri (Ger 1:5; Lc 1:41). E’ nostra ferma convinzione che l’aborto e l’eutanasia praticata sugli anziani, i malati mentali, i malati terminali e su altri tipi di handicap, per ragioni di convenienza personale, aggiustamenti sociali o vantaggi economici, siano moralmente errati.
Inoltre, crediamo che è nostra responsabilità cristiana prenderci cura della terra e delle sue risorse. Al principio Dio diede all’uomo dominio su tutta la terra (Gen 1:26-30). Questo, comunque, non ci autorizza a contaminarla o a sprecarne le risorse.

Dal suo inizio è stata una chiesa di santità. Questo rappresenta il nostro impegno verso i principi della santità biblica. Rimane il modello della chiesa, oggi.

RISOLUZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI SANTITA’ DELLA CHIESA CASA DI PREGHIERA
Il fondamento della Chiesa CASA DI PREGHIERA è posto sui principi della santità biblica. Anche prima che la chiesa sperimentasse la discesa dello Spirito Santo, le sue radici furono poste nel risveglio di santità del secolo scorso (1800). Essa era, ed è, una chiesa di santità, santità nei fatti e santità nel nome.
Il trascorrere del tempo non ha indebolito la nostra posizione o convinzioni. Gli anni hanno, invece, rafforzato la nostra conoscenza che senza santità è impossibile piacere a Dio.
Noi, perciò, ricordiamo a noi stessi che le Scritture ci comandano in ogni tempo di esaminare i nostri cuori. Una vita continua di santità richiede ciò. Le condizioni odierne lo richiedono disperatamente. La sottile usurpazione di mondanità è molto reale ed è una minaccia continua per la chiesa. Noi dobbiamo, perciò, prestare attenzione per non conformarci al mondo o perché un amore per il mondo prenda radici nel nostro cuore e si manifesti come concupiscenza della carne, concupiscenza degli occhi od orgoglio di vita.

Per tali ragioni, noi presentiamo il seguente:

CONSIDERATO CHE, la Chiesa CASA DI PREGHIERA è storicamente una chiesa di santità, e
CONSIDERATO CHE, noi siamo comandati dalla Scrittura ad essere così, e
CONSIDERATO CHE, una marea di mondanità minaccia la spiritualità della chiesa,
SI DICHIARA CHE NOI, la Chiesa CASA DI PREGHIERA , riaffermiamo il nostro livello di santità, nella dottrina dichiarata, nei principi di condotta e come realtà vivente nei nostri cuori.
SI DICHIARA INOLTRE CHE NOI, come ministri, manteniamo questo modello nella nostra vita, nelle nostre case e sui nostri pulpiti.
SI DICHIARA INOLTRE CHE NOI, come ministri e membri, richiamiamo noi stessi a tale scopo e guardiamo la nostra vita contro la conformità a questo mondo nell’esteriore, in ambizione egoistica, in attitudini carnali e in associazioni malvagie.
SI DICHIARA INOLTRE CHE NOI, come ministri e membri, cerchiamo di conformarci alle virtù positive dell’amore, della misericordia e del perdono come insegnate da Gesù Cristo.

OBISPO GENERALE LAFON L.
DR.CAPPELLANO INTERNAZIONALE
DIR. PRESIDENTE MINISTERO DI CAPPELLANIA EVANGELICA INTERNAZIONALE
DIR. PRESIDENTE ASSOCIAZIONE CRISTIANA EVANGELICA CENTRO CRISTIANO CASA DI PREGHIERA

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